Conoscere la voce delle case editrici è una parte fondamentale del nostro lavoro. Abbiamo fatto due chiacchiere con Mariasole Pozzi, fondatrice della case editrice Timpetill Cremona.
Quale voce mancava nel panorama editoriale tanto da decidere di aprire una casa editrice?
Uno dei miei grandi problemi è che prima di essere un editore sono una libraia (prima in senso cronologico non di cuore).
Non c’era una voce mancante in particolare, Timpetill è una casa editrice che non ha un’identità chiarissima, un anno pubblichiamo un cartonato per piccolissimi, l’anno dopo un libro d’attività, poi magari un albo illustrato o un libro folle per adulti. Mi capita di innamorarmi di un libro che vorrei vendere in libreria ma altre case editrici non lo pubblicano, quindi mi dico: oro lo pubblico io, piacerà pure agli altri librai!
Era il 2010 quando mi innamorai del primo libro: mon premier livre d’activités. Dovevo assolutamente averlo in italiano per poterlo consigliare. Così andai a Bologna allo stand della casa editrice francese (Editions des Grandes Personnes) e chiesi i diritti. Dissero di sì.
– C’è un libro preferito o uno che ti ha sorpreso?
Libro preferito direi no, sono stati tutti grandi amori.
Potrei però rilanciare con:
– il libro più coraggioso che ho pubblicato: senza paura
– il libro più facile da consigliare: I miei piccoli giochi
– il libro che proprio mancava: Mio primo libro d’attività
– il libro che gli altri editori si sono lasciati sfuggire: Vedere il giorno
– il libro maggiormente apprezzato dalla critica: Bambini e giardini
– il libro che quando esaurisci ti chiedi “e ora cosa cavolo consiglio?”: La natura
– il libro più cremonese: Tutto è musica
– il commento più bello ricevuto e quello che vorresti ricevere?
commento più bello: ma vuoi davvero pubblicare questo libro? sei pazza?
commento che vorrei ricevere: ma vuoi davvero pubblicare questo libro? sei pazza?

















