– C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
– No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.
L’incipit piu` celebre della letteratura per l’infanzia apparve per la prima volta nel 1881 sul «Giornale per i bambini» diretto da Ferdinando Martini. Su queste pagine, Pinocchio di Carlo Collodi usci` a puntate con la conclusione che tutti sappiamo: il protagonista impiccato al ramo della grande Quercia. Dato il grande successo di pubblico, l’allora caporedattore Guido Biagi e la grande scrittrice Emma Perodi chiesero a Collodi di rinvenire il burattino per continuare la storia, che riprese nel 1882 con il nuovo titolo: Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Nel 1883 l’editore fiorentino Felice Paggi pubblico` in un unico volume di piccolo formato, con le illustrazioni di Enrico Mazzanti, quelle avventure che Collodi stesso scriveva non senza sofferenza per il Giornale e che definiva ‘una bambinata’. Da quel momento in poi, Pinocchio verra` pubblicato senza sosta con la firma di alcuni tra i piu` celebri illustratori. L’importanza editoriale e` nota e confermata dalle cifre stellari che raggiungono le prime edizioni. Quella ‘bambinata’, che e` grande letteratura, non ha ancora esaurito il suo senso e continua a parlare a bambini e adulti, a smuoverci, a rimetterci in discussione. Per cio` e per l’affetto nei confronti di questo burattino che e` la versione simbolica dell’essere umano, che non accetta i propri limiti e non vede oltre lo spazio di se´, proponiamo la magnifica lettura del grande illustratore fiammingo Carll Cneut che accompagna il testo di Collodi nella sua versione integrale autorizzata dalla Fondazione stessa.
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